I bambini meritano di godere di tutti questi aspetti, senza essere catalizzati da un tablet che li estranea da tutto il resto. I nostri bambini non hanno bisogno di un dialogo famigliare ridotto, inconsistente o inesistente ma di una conversazione serena e inclusiva. Non meritano di mangiare distratti ma di apprezzare quello che offre la tavola. Non desiderano genitori iperconnessi e distratti, ma presenti e consapevoli. Non devono perdere la magia del rito della tavola, ma devono viverne tutti i suoi aspetti. La vita (quella vera) è molto più interessante di qualsiasi app. Perché permettere a un intruso di rovinare il momento magico di cui abbiamo il privilegio di godere ogni giorno, a casa e fuori casa? Se siamo a cena fuori con i bambini significa che abbiamo il privilegio di essere genitori e i soldi per cenare fuori casa. Sono già due ottimi motivi per goderci la serata, tutti insieme, senza “domare” i figli con YouTube. Phone e tablet. Aderisco con grande entusiasmo a questa importante campagna e vi propongo qualche idea pratica per divertirsi a cena fuori, senza tecnologia, con i bambini. Troppo spesso nei locali vedo bambini di ogni età seduti immobili a mangiare in silenzio fissando un punto. Mi chiedo come mai siano così silenziosi e regolarmente scorgo davanti a loro uno schermo che li strega, li fa stare “zitti, fermi e buoni”. Ma che senso ha? Da quando noi genitori ci siamo convinti che un video sia meglio della famiglia che abbiamo creato? Che una app possa prendere il nostro posto a tavola? Perché deleghiamo fino a questo punto? Perché non cogliamo gli aspetti – anche faticosi – dell’essere genitori e li trasformiamo in occasioni per essere felici? Basta trovare scorciatoie, basta far credere ai nostri bambini di essere così difficili da dover essere scaricati ad un device tecnologico. La vita, le persone, il cibo e una tavola ben apparecchiata sono gli ingredienti magici di una cena di famiglia.

Chiacchierare con i bambini è meraviglioso, soprattutto con i nostri figli. Anche quando sono piccoli e dicono cinque parole. Il dialogo a tavola, luogo privilegiato per il confronto, anche fuori casa, aumenta l’autostima dei bambini e li aiuta a sviluppare un rapporto positivo con il cibo. Sono seduti a tavola con noi e meritano di partecipare alla conversazione. Leggere il menu insieme è divertente, soprattutto se riusciamo a individuare ingredienti come il “Puzzone di Moena” (se siamo in Trentino) o gli Strozzapreti. Dopo aver fatto l’ordinazione, è arrivato il momento di trovare tre cose belle e tre cose meno belle del locale in cui ci troviamo. Ognuno può dire la sua, dalle tende alle scarpe del cameriere. Possiamo anche fare un salto in bagno per controllare se hanno appeso il gancio per la borsa (una vera rarità!) e approfittarne per lavarci le mani. Naturalmente il lavoro del critico gastronomico continua quando viene servito il cibo, con assaggi reciproci e valutazioni su qualità, quantità, colore, gusto, impiattamento. Si mangia anche con gli occhi e con il cuore! I bambini che scrivono posso fare una tabella con i voti dei singoli piatti per poi calcolare il piatto vincitore. L’attesa si fa lunga? Possiamo inventarci un sacco di cose belle da fare a cena fuori insieme ai bambini, senza delegare tutto a iPhone e tablet. Faremo un enorme regalo a loro e a noi stessi.

Al giorno d’oggi sembra impossibile tenere i bambini lontani dalla tecnologia. Smartphone, tablet, computer e internet sono entrati a far parte della routine di ogni famiglia. Il rapporto con questi strumenti si è ulteriormente modificato con l’avvento del touch screen: anche i bimbi più piccoli riescono ad interagire semplicemente toccando lo schermo con un dito. Luigi Gallimberti, psichiatra di formazione psicoanalitica e tossicologo medico, ha cercato di capire in che modo le nuove tecnologie influenzano lo sviluppo dei bambini. Ninna nanna”, in collaborazione con i medici pediatri APREF, che rileva le abitudini del sonno dei bambini in età pediatrica. Sono stati presi in esame i questionari riferiti a 710 bambini da 1 a 5 anni residenti a Padova e provincia. E’ emerso che il 18% dei bimbi gioca con smartphone e tablet tutti i giorni. Il 20% guarda cartoni animati (anche in streaming), da 5 a 7 volte a settimana, più di 2 ore al giorno. Quali sono le conseguenze? Questi bambini hanno maggiori disturbi del sonno e dormono meno di 8 ore a notte, tendono a non rispettare le regole e sono più capricciosi, disobbedienti e meno aperti alle relazioni sociali.

Ormai usa con disinvoltura Youtube sull’iPad ed è in grado di cercarsi i video nella cronologia, stopparli, tornare indietro, scorrerne altri, rimetterli e così via. Guardandola mi vengono spesso in mente atteggiamenti abbastanza severi di altri genitori che tendono a reprimere i figli piccoli quando iniziano ad appassionarsi ad oggetti tecnologici, magari costosi. Pur non essendo un “educatore” sono comunque un genitore (con una certa esperienza in campo hitech), ed in quanto tale vorrei condividere invece alcune riflessioni a favore dei bimbi. Un bimbo non conosce il concetto di denaro, quindi l’iPad (per fare un esempio) è solo un oggetto che lo attira per i suoni e le immagini che emette. I dispositivi portatili sono una alternativa migliore della TV, perchè i bimbi non stanno sempre seduti come ebeti nello stesso punto della stanza (il divano) a guardare per ore un altro punto della stanza (la tv). I dispositivi portatili se li portano dietro, vengono vicino a noi, smettono, li riprendono. Sono più attivi insomma. Si abituano ad ascoltare più lingue, a capire che il mondo è un po più grande della loro casa. L’oggetto hitech di oggi sarà un marchingegno antidiluviano domani, tutto è relativo. Certo, il tutto va gestito con particolar attenzione posta sul fatto che non ci siano eccessi. Ed obiettivamente si va incontro a delle controindicazioni. Non li distrai più col pupazzetto o guardaluccellino. O hai un iPhone connesso in 3g o in Wifi per accedere a internet o sono dolori. Mai lasciare la tavoletta del water alzata quando girano per casa con un iPhone in mano.

La ricerca si è rivolta anche a bambini più grandi, di età compresa tra gli 11 e i 13 anni. Il 20% ha dimostrato di avere un uso problematico del telefonino. Un ragazzino su 3 usa il cellulare per regolare il proprio tono dell’umore. Che riflesso ha tutto questo nella loro vita? Hanno un minor rendimento scolastico, sonno disturbato (meno di 8 ore) e iniziano a sperimentare sostanze stupefacenti prima dei coetanei. Secondo gli esperti, il segreto per proteggere l’equilibrio mentale dei bambini è racchiuso in un sonno regolare unito alla lettura di tanti libri. Sul tema, il Settore Servizi Sociali organizza il ciclo di incontri “Tecnologie digitali e infanzia”, presso la Sala Consiliare di via Guasti, via Guasti, 12 – Padova. L’uso della tecnologia e la Generazione Z con Luigi Gallimberti, psichiatra di formazione psicoanalitica e tossicologia medica. Insegna Promozione della salute all’Università degli Studi di Padova e Sonia Chindamo, psicologa ad indirizzo psicodinamico, presidente dell’associazione “Genitori attenti”. Quando si affida un tablet o un qualsiasi dispositivo tecnologico nelle mani di un bimbo bisogna tenere conto di molti aspetti. L’uso della tecnologia da parte dei bambini in età prescolare è molto dibattuto, specie quando riguarda alcuni momenti delicati come quelli dei pasti. Lo sappiamo bene che la maggior parte dei bimbi a tavola si annoia. Per questo motivo molti genitori sono soliti concedere il proprio smartphone o altri dispositivi come tablet o pc per farli giocare. Questa è sicuramente una scelta di comodità per il genitore perché il bambino si distrae, pone l’attenzione in qualcosa che lo diverte e non disturba i commensali. Bisogna però fare molta attenzione a come viene utilizzato lo strumento, per evitare di trasformarlo in un’abitudine dannosa. Quali sono le conseguenze del telefono a tavola? Molti esperti concordano: l’utilizzo della tecnologia a tavola può condurre ad abitudini poco sane. Innanzitutto l’utilizzo dello smartphone o del tablet durante i pasti sottrae al bambino preziose occasioni di dialogo e di socializzazione. Ciò lo aiuterà ad accrescere l’autostima e a comunicare con le altre persone.

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